Bike sharing, un servizio pensato per non funzionare?

Nella settimana europea della mobilità – rispondono presente città come Porto Torres, Sassari e Cagliari ed a mancare è proprio Alghero – Graziano Porcu e Roberto Ferrara, portavoce in Consiglio comunale di Alghero del Movimento Cinque Stelle, pongono l’accento sul Bike sharing “modello sostenibile, moderno, funzionale e – aggiungono – comprovato”. Così come è comprovato l’ennesimo disastro organizzativo dell’Amministrazione algherese ad oggi, forse, di centro sinistra. Attraverso apposita interpellanza [Leggi] Porcu e Ferrara focalizzano l’attenzione su un’idea risalente al lontano 2011 trasformata in progetto e diventata realtà sulla Riviera del Corallo…solo sulla carta, causa scarsa lungimiranza e incapacità dell’Amministrazione comunale.

Doveroso un passo indietro, considerato che è stato necessario oltre un lustro per vedere il servizio di bike sharing operativo in città. Per raggiungere l’obiettivo sono stati inizialmente stanziati 108mila euro [Leggi]. L’appalto, nel lontano 2011, se lo aggiudicò la Ditta Bicincittà Srl, attuale gestore del sistema [Leggi]. Tale appalto prevedeva la realizzazione di 5 stazioni di bike sharing per complesse 40 postazioni portabici (Fertilia, area portuale in prossimità del “terminal” da e per l’aeroporto, Piazza Sulis e Piazza della Mercede), con l’intento di promuovere l’intermodalità tra bicicletta, treno, autobus, auto e barca. Era prevista inoltre la fornitura di 5 stele informative complete, 40 biciclette, 500 card elettroniche personalizzate, 500 lucchetti personalizzati, la manutenzione del sistema, la formazione del personale, un piano di marketing e comunicazione, il monitoraggio dei dati nel primo e nel secondo semestre di utilizzo e, non ultima, la gestione del sistema del servizio per un anno.

Nel 2011 sono state consegnate al Comune le 40 biciclette che solo nel 2017 sono state però utilizzate: a fronte di tale consegna nel 2013 sono stati pagati 32.488,50 euro, mentre, nel 2017, sono stati pagati 65.514,00 euro per l’installazione delle colonnine per un totale di 97.962,50. “A questo punto non possiamo non chiederci cosa ne è stato degli altri elementi previsti dal bando, tra cui la gestione per un anno e il piano di marketing e comunicazione”.

Nel 2017 viene esperito un altro bando da 85mila euro [Leggi], questa volta relativo alla sola gestione del servizio e manutenzione delle bici. Bando che per l’aggiudicazione prevedeva, tra l’altro, un’offerta al rialzo dell’aggio da corrispondere al Comune sul guadagno per le bici noleggiate. La Ditta Bicincittà Srl – sempre lei – si aggiudicava quindi il bando [Leggi] con un rialzo pari al 70%. In parole povere: su un utile pari a un euro il 70% va al comune di Alghero e 30% alla ditta stessa.

“Attraverso la nostra interpellanza vorremmo dunque sapere quanto ha funzionato il servizio e che numeri ha generato: ad oggi, infatti, 16 Settembre 2017, siamo certi che uno dei punti deputati alla vendita non ha venduto nessuna tessera – affermano i pentastellati -. Vorremmo anche sapere se la campagna di marketing e comunicazione, come previsto dal bando e visti i risultati sopra citati, è stata lanciata. Vorremmo ancora sapere, a questo punto e per la modica cifra di 85mila euro, cosa di quanto previsto dal bando è stato realizzato. Ad oggi infatti, giusto per fare un esempio, siamo a conoscenza che i punti vendita abilitati sono solo tre e offrono il proprio servizio a titolo completamente gratuito – proseguono Porcu e Ferrara -. Sappiamo inoltre che uno di questi è locato all’interno di una farmacia dove il possibile turista straniero, per poter noleggiare una bici, è costretto a prendere il numeretto e attendere il proprio turno con il pericolo che allo stesso, vista l’attesa abissale tra i comuni frequentatori di questo genere di attività, possa venire il mal di pancia. Siamo inoltre a conoscenza del fatto che i fogli informativi sono scritti esclusivamente in italiano e che, a questo punto, il suddetto farmacista, ben preparato per le sue specializzazioni ciclo-terapeutiche, secondo la ditta appaltatrice, dovrebbe essere in grado di tradurre il tutto in svariate lingue per la felicità di chi, in attesa, il mal di pancia lo ha già”.

Ma non è finita: “Oltre a tutto ciò, le tariffe per il servizio sono elevatissime. Sulle 24 ore il costo è di 10 euro ma la bici si può utilizzare solo per 4 ore mentre, da un qualsiasi noleggiatore in città, il costo giornaliero di una bici per tutte le 24 ore con utilizzo illimitato è di circa 8 euro. All’interno delle 48 ore, invece, la tariffa è di 15 euro per sole 8 ore di utilizzo mentre, da un qualsiasi noleggiatore, per TUTTE le 48 ore, e ribadiamo TUTTE, sarebbe di 16 euro e cioè solo un euro in più”.

“Insomma – dicono i portavoce del Movimento – queste tariffe presenti nel bando, per la felicità di chi il bando se lo è aggiudicato, sono completamente fuori mercato ed hanno fatto sì che chi di questo mercato si occupa, arrivasse addirittura ad un ribasso pari al 70% pur di avere garantiti gli 85mila euro. Ma quale azienda al mondo, ci chiediamo noi, a queste condizioni ma soprattutto, a fronte del fatto che si è già aggiudicata 85mila euro, avrebbe un qualsivoglia interesse nel noleggiare anche una sola bici visto che con i tre euro di utile, nel caso di danno, dovrebbe occuparsi anche della manutenzione? Per avere la risposta attenderemo il prossimo Consiglio comunale nonostante, a scoprire l’ennesima catastrofe causata da questa Amministrazione, per noi, da ormai tre anni, il normale mal di pancia si è trasformato in dissenteria perenne”.

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