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Meta e Musei, Alghero ha bisogno di manager di alto profilo, non dei soliti noti

Ogni giorno continuiamo a ripeterci, non solo tra amici per strada ma anche a livello istituzionale, che Alghero ha grandi potenzialità, potenzialita’ però che non si riescono a sfruttare se non in minima parte.
Siamo tutti orgogliosamente consapevoli delle qualità legate all’unicità geografica, storica, delle tradizioni culturali ecc. della nostra città e sulle quali si dovrebbe fondare il piano di sviluppo del nostro territorio proposto come destinazione turistica.
Ma qual’è questo piano e quanto sta funzionando? Riteniamo, infatti, che Alghero possa “essere di più” solo se diventasse seriamente un prodotto qualificato, da immettere sul mercato e in grado di competere con tante altre località altrettanto uniche nel contesto regionale, nazionale e mediterraneo.
Per prima cosa dovremo capire quali turismi vogliamo e, di conseguenza, stabilire una strada di sviluppo e valorizzazione del nostro prodotto che non è solo “mare”: determinare chi sono i visitatori attuali, quali potrebbero essere i turisti potenziali e che cosa, gli uni e gli altri, cercano.
Pertanto, a tal fine, andando oltre i problemi “ambientali” denunciati negli ultimi mesi (sappiamo che alla base di una città turistica c’è la cura, l’igiene e il decoro della città, oltre che la cura dell’ospitalità), un tema che merita grande attenzione sia come attrattore turistico, oltre che come memoria, coscienza e conoscenza della nostra cultura, è il Sistema Museale Cittadino.
Proprio questo termine, “sistema museale”, nasce da un’esigenza, comune a tante realtà, di mettere in rete e di coordinare i luoghi della cultura, ovvero i musei e principali i siti storici e archeologici.
Il progetto del sistema museale algherese nasceva con la volontà della “Amministrazione comunale di applicare un modello di fruizione e gestione del patrimonio culturale in sintonia con le più avanzate esperienze in ambito nazionale ed internazionale.”[1]. Tutto ciò sfruttando finanziamenti comunitari e regionali.
Si coglieva l’opportunità di mettere in rete e rendere efficienti ed autosufficienti alcune importanti risorse del nostro territorio, ovvero il Museo della Città (accanto alla chiesa di San Michele -Quarter), il Centro di Interpretazione-Museo Multimediale del Territorio-Museo (torre di p.zza Porta Terra), il Museo del Corallo, il Museo diocesano d’arte sacra e il complesso delle Torri.
L’ente preposto al coordinamento di questo sistema è la Fondazione Meta, la cui M sta proprio a significare Musei (Musei-Eventi-Turismo-Alghero) Purtroppo, ad oggi, la complessità del progetto non vede la sua chiusura, nonostante siano operanti i diversi siti coinvolti. Eppure è evidente che le attività della Fondazione Meta sono legate più agli eventi che alla gestione del sistema museale o, piuttosto, che al turismo.
Di quest’ultimo ancora non emerge il suo piano di marketing, mentre, per ciò che concerne il Museo della Città è noto sia aperto agli occhi dei soggetti finanziatori ma nei fatti chiuso ai suoi fruitori, mentre il Centro di Interpretazione-Museo Multimediale del Territorio-Museo, invece, assomiglia attualmente ad un punto vendita di gadget e libri.
Dopo oltre 10 anni di attesa, dunque, crediamo che i tempi siano maturi per arrivare alla “fruizione dei beni culturali in un’ottica di integrazione e complementarietà, che risponda all’esigenza dell’Amministrazione comunale di Alghero di rafforzare il prodotto turistico locale”[1].

Quando il Museo della Città “sarà ultimato”, il Sistema Museale Integrato potrà finalmente vedere la sua vera nascita e questo comporterà un innesto di risorse, la presenza di un direttore, che certamente potranno generare un importante ritorno in termini culturali e turistici.

Il Movimento 5 stelle pretenderà che tutte le figure professionali coinvolte nel Sistema Museale, ed in primis quella del direttore, siano scelte per competenza, formazione scientifica, manageriale e dirigenziale al contempo, ovviamente tramite concorso pubblico. Non potremmo mai accettare che anche queste risorse strategiche del nostro territorio possano essere utilizzate come merce di scambio per mantenere gli equilibri politici e spartite per convenienza piuttosto che per competenza.

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cit. [1]